L’uomo ha la grande capacità di fare tesoro e di richiamare dalla sua memoria i bei ricordi, nello stesso tempo di non ricordare, che non significa dimenticare, quelli più brutti.

Può venire quindi automatico ripensare alla giovinezza e riassaporare quei bei momenti andati, ma se dovessimo davvero rivivere un giorno qualunque dei nostri 16 anni, potremmo anche sentirci assediati da problemi legati a quel compito in classe, a quell’amore non corrisposto, alla sensazione di un avere un corpo inadatto, al timore di non essere bravo, o bello o forte abbastanza, alla paura che un genitore possa ammalarsi o che possa andarsene e lasciarci e altro ancora.
Paure, preoccupazioni che allora erano non meno importanti o gravose di quelle che possiamo avere oggi come adulti.

Il periodo dell’adolescenza può pertanto essere tutt’altro che un periodo felice e spensierato. Durante questo periodo, certamente di giovinezza e quindi di grandi slanci ed energia, si condensano esperienze decisive e si possono strutturare, se siamo sfortunati, alcune patologie per il nostro futuro.
È il momento dei primi allontanamenti dalla famiglia, del confronto con le regole e della loro infrazione, dei primi approcci con l’altro sesso, delle prime sfide importanti, del contatto con l’alcol o le sostanze. E molto altro.

Solitamente, dall’adolescenza se ne esce vivi, senza grandi danni visibili anche se tutto non è filato via liscio, altre volte i ragazzi ci fanno capire attraverso i loro comportamenti che qualcosa non va e che non riescono da soli a venirne a capo.

Alcuni elementi da considerare per comprendere eventuali situazioni di disagio sono i repentini cambi di abitudini, il basso rendimento scolastico e la cattiva condotta, l’eccessiva chiusura o rabbia verso i genitori o verso la società, l’uso sporadico o ripetuto di alcol o droghe.

Dobbiamo quindi essere pronti a cogliere senza tragedie questi segni perché si possa comprendere il disagio del ragazzo e aiutarlo a trovare modalità di espressione più funzionali.

Il sostegno di un professionista, che aiuti il ragazzo nelle sue difficoltà e la sua famiglia nella gestione di esse, è senz’altro una preziosa risorsa.

 

 

Manrico Caputo – Psicologo Psicoterapeuta Padova